| Vulnerabilitā lato server |
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Le vulnerabilità presenti nei sistemi server, da quelle relative alle applicazioni Web ai software antivirus, dai servizi Windows, Unix e Mac OS ai management server, dai software di backup ai database.
S1 Applicazioni WebS1.1 DescrizioneLe applicazioni Web come i Content Management System (CMS), Wiky, Portali, Bulletin Board e forum di discussione sono utilizzate da organizzazioni grandi e piccole. Un grande numero di aziende, inoltre, sviluppa e mantiene applicazioni web personalizzate per il proprio business (in verità per molti casi tali applicazioni sono il loro business). Ogni settimana in queste applicazioni, siano esse open source o proprietarie, si scoprono centinaia di vulnerabilità, che vengono regolarmente sfruttate per condurre degli attacchi. Da notare che anche le applicazioni web personalizzate sono costantemente attaccate e colpite, solo che le vulnerabilità presenti in tali applicazioni non sono censite e monitorate dai database pubblici delle vulnerabilità come @RISK, CVE o BugTraq. Il numero di tentativi giornalieri di attacco per alcuni dei maggiori fornitori di web hosting varia da centinaia di migliaia fino a milioni.
Numero di attacchi PHP File Include registrato in una struttura di web hosting da TippingPoint IPS Tutti gli ambienti web f (PHP, .NET, J2EE, Ruby on Rails, ColdFusion, Perl, ecc) e qualsiasi tipologia di applicazione web è a rischio a causa di problemi di sicurezza delle applicazioni web, che vanno da metodi di validazione insufficienti fino a errori nella logica dell'applicazione. Le vulnerabilità più sfruttate sono:
S1.2 Come stabilire se si è a rischioGli strumenti di scansione Web possono aiutare a riscontrare queste vulnerabilità, specialmente se si tratta di bug conosciuti. Per trovare le vulnerabilità potenziali è però necessaria una revisione completa del codice sorgente e un penetration test dell'applicazione. Queste operazioni dovrebbero essere eseguite dallo sviluppatore prima del rilascio di qualsiasi applicazione web importante. Controllare come è configurata la struttura della vostra applicazione web e operate le opportune correzioni per la sicurezza. Gli amministratori del sistema dovrebbero prevedere una scansione periodica dei web server tramite dei vulnerability scanner, in particolare quando questi ospitano una vasta gamma di script diversi forniti dagli utenti, come accade nelle hosting farm. Nessuno dovrebbe essere incaricato di scrivere una applicazione web se prima non ha superato l'esame del GSSP Secure Software Programming, che riguarda la teoria e gli strumenti di sicurezza essenziali di cui uno sviluppatore avrebbe bisogno per produrre applicazioni più sicure. S1.3 Come proteggersi dalla vulnerabilità delle applicazioni webDal punto di vista dell'hosting e dell'amministratore del sistema PHP:
Dal punto di vista dello sviluppatore:
S1.4 Approfondimenti
OWASP - Open Web Application Security Project
OWASP Testing Guide
Guida OWASP Guide - le indicazioni per la codifica sicura
OWASP Top 10 - La Top 10 dei problemi di sicurezza delle applicazioni Web
Suhosin, un progetto Hardened PHP per controllare l'ambiente di esecuzione delle applicazioni PHP
PHPSecInfo
GSSP Exam blueprints and testing schedule S2. Servizi WindowsS2.1 DescrizioneLa famiglia dei sistemi operativi Windows supporta una larga gamma di servizi, procedure di rete e tecnologie. Molti di questi componenti sono implementati come SCP (Service Control Programs) sotto il controllo del Service Control Manager (SCM), che viene eseguito come services.exe. Le vulnerabilità dei servizi che eseguono queste funzioni del sistema operativo sono una delle strade più battute per gli attacchi alla sicurezza. Alla prima installazione di Windows Server 2003, Windows XP o Windows Vista, alcuni servizi sono installati e configurati per essere attivi automaticamente quando il computer viene riavviato. Su Windows Server 2003 sono attivati quei servizi che corrispondono al ruolo che si è assegnato a ciascun server. In alcuni ambienti qualcuno di questi servizi di default potrebbe essere non necessario, per cui si dovrebbero disattivare manualmente tutti i servizi che non servono in modo da aumentare la sicurezza. I servizi devono collegarsi a risorse di accesso e a oggetti del sistema operativo, ma la maggior parte dei servizi non sono progettati per dare la possibilità di cambiare il loro account di default. Se cambiate la password dell'account predefinito per questi servizi è probabile che il servizio smetta di funzionare. Se scegliete un account che non ha i permessi necessari per collegarsi come servizio, la Microsoft Management Console (MMC) gli attribuisce automaticamente la possibilità di collegarsi al computer come servizio, anche se questa configurazione automatica non da la garanzia che il servizio partirà davvero. I sistemi operativi Windows prevedono tre account locali preallestiti che vengono usati come account per il logon di vari servizi di sistema: Account di sistema locale. L'account di sistema locale (Local System account) è un account molto potente a cui è riservato pieno accesso al computer ed opera come computer nella rete. Se un servizio usa l'account di sistema locale per autenticarsi presso un controller di dominio, il servizio avrà accesso all'intero dominio. Alcuni servizi hanno come configurazione predefinita la possibilità di usare l'account di sistema locale e questa non si può cambiare. L'account di sistema locale non deve avere una password accessibile all'utente. Account di Servizio locale. L'account di Servizio locale è un account speciale preallestito che assomiglia all'account di un utente autenticato. Possiede lo stesso livello di accesso alle risorse e agli oggetti di un membro di un Gruppo di utenti. Questo accesso limitato iuta a salvaguardare il vostro computer nel caso che un singolo servizio o uno specifico processo sia compromesso. I servizi che usano l'account di Servizio locale accedono alle risorse di rete con una sessione nulla (null session) con credenziali anonime. Il nome di questo account è NT AUTHORITY\Local Service e non ha una password accessibile all'utente. Account di Servizio di rete. Anche l'account di Servizio di rete è un account speciale predefinito che ha caratteristiche simili a un account utente. Come l'account di Servizio locale ha lo stesso livello di accesso alle risorse e agli oggetti di un membro di un Gruppo di utenti , il che aiuta a salvaguardare il vostro computer. I servizi che usano l'account di Servizio di rete accedono alle risorse di rete con le credenziali del computer. Il nome di questo account è NT AUTHORITY\Network Service e non ha una password accessibile all'utente. Alcuni strumenti grafici basati su Graphical user interface (GUI) possono essere d'aiuto per gestire i servizi. Le versioni di questi strumenti inserite nelle versioni di Windows precedenti a Windows Server 2003, però, applicano automaticamente i permessi al servizio quando si configura una qualsiasi delle proprietà del servizio. Strumenti come Group Policy Object Editor e il modulo MMC Security Templates usano la DLL Security Configuration Editor per applicare questi permessi. Ad esempio, quando utilizzate il modulo MMC Security Templates per configurare lo stato del servizio all'avvio di Windows XP, la finestra di dialogo seguente mostrerà:
A prescindere dal fatto che si selezioni OK o Cancel, i permessi verranno applicati al servizio che è stato configurato. Sfortunatamente i permessi che questa finestra di dialogo propone non corrispondono ai permessi predefiniti per la maggior parte dei servizi inclusi in Windows. In pratica, gestire i permessi dei servizi causa una serie di problemi al funzionamento di molti servizi. Suggeriamo quindi di non alterare i permessi assegnati ai servizi inclusi in Windows XP o Windows Server 2003, poiché quelli impostati per default sono già abbastanza restrittivi. Ci sono diverse linee d'azione che si possono portare avanti in questo scenario:
Molti dei servizi del nucleo centrale di Windows forniscono punti di collegamento remoti ai componenti del client attraverso le Chiamate di procedura remota (Remote Procedure Calls - RPC). Questi sono esposti soprattutto attraverso le procedure accessibili tramite il protocollo CIFS (Common Internet File System), alcune porte TCP/UDP ben conosciute e in alcuni casi attraverso porte TCP/UDP più transitorie. Storicamente vi sono state numerose vulnerabilità nei servizi Windows che potevano essere sfruttate con utenti anonimi. Quando vengono sfruttate, queste vulnerabilità offrono all'aggressore gli stessi privilegi che ha presso l'host il servizio in quel momento attivo. S2.2 Sistemi operativi interessatiSono potenzialmente vulnerabili Windows XP Home e Professional, Windows 2003 e Windows Vista. S2.3 Riferimenti CVE
CVE-2007-0213, CVE-2007-1748, CVE-2007-0938, CVE-2006-5584, CVE-2006-5583, CVE-2006-4691 S2.4 Come stabilire se si è a rischio
S2.5 Come proteggersi dalle vulnerabilità dei Servizi Windows
Tabella 1. Servizi Windows disabilitati sui Client Windows
S2.6 Approfondimenti
Introduzione ai pericoli e alle contromisure: Impostazioni di sicurezza per Windows Server 2003 e Windows XP
Guida per la protezione di Windows XP
Guida per la protezione di Windows Server 2003
Informazioni su Windows Firewall
Informazioni sulla Configurazione guidata impostazioni di sicurezza
Utilizzare gli elenchi di filtri IP IPSec in Windows 2000
Blocco di specifici protocolli di rete e porte utilizzando IPSec
Configurazione della funzionalità Filtro TCP/IP in Windows 2000 S3. Servizi UNIX/Mac OSS3.1 DescrizioneLa maggior parte dei sistemi Unix/Linux include diversi servizi standard nella propria installazione predefinita. Mac OS X spesso soffre delle stesse vulnerabilità dei sistemi Unix, in quanto anch'esso basato su Unix. I servizi non necessari dovrebbero essere disabilitati e i server che si affacciano verso reti pubbliche dovrebbero essere protetti da firewall. Per i servizi che forniscono login da remoto o comunque servizi da remoto non è possibile bloccare semplicemente il traffico tramite i firewall. Le vulnerabilità di buffer overflow e i problemi nelle funzioni di autenticazione possono spesso diventare un veicolo per l'esecuzione di codice incontrollato, talvolta con privilegi di amministratore, per cui reperire informazioni sulle possibili vulnerabilità e applicare rapidamente le opportune correzioni diventa molto importante. Ogni anno viene scoperta qualche vulnerabilità di buffer overflow nei servizi Unix/Linux. Questi servizi, anche quando correttamente aggiornati, possono essere l'involontaria causa di danni. Gli attacchi brute-force contro servizi come SSH, FTP e telnet rappresentano ancora la più comune forma di attacco diretto a compromettere i server che si affacciano su Internet. Nel corso degli ultimi due anni si è riscontrato un impegno comune da parte degli aggressori ad operare attacchi brute-force verso le password usate in queste applicazioni. Un numero sempre crescente di worm e bot contengono motori per attacchi brute force alle password. I sistemi con password deboli per gli account utente vengono messi in pericolo; spesso attraverso l'escalation di privilegi si riesce ad ottenere un accesso root e ad installare dei root-kit per nascondere le tracce. È importante ricordare che l'attacco brute force verso le password può essere una tecnica valida per compromettere anche quei sistemi che presentano tutti gli aggiornamenti di sicurezza necessari. Gli amministratori più attenti alla sicurezza utilizzano SSH come sistema per interagire da remoto con i sistemi. Se la versione di SSH è quella più recente e con tutte le patch installate, si considera generalmente il servizio come sicuro. Ciononostante, per quanto sia recente o aggiornato, può essere ancora compromesso tramite attacchi brute-force che ne individuino le password. Per questo si consiglia di usare per SSH meccanismi di autenticazione a chiave pubblica, che sono in grado di evitare questo tipo di attacco. Per quanto riguarda i restanti servizi di interazione, verificate le password per accertavi che presentino una complessità sufficiente a resistere ad attacchi brute-force. Ridurre al minimo indispensabile i servizi attivi su un host lo renderà più sicuro. Molti servizi sono stati utilizzati per ulteriori exploit e alcune combinazioni di servizi (come ad esempio i server web e server FTP che condividono le directory) sono particolarmente inclini ad essere attaccati. S3.2 Sistemi operativi interessatiTutte le versioni dei server Unix/Linux/Mac OS sono potenzialmente a rischio se presentano le configurazioni predefinite o improprie. Tutti questi sistemi operativi possono essere in pericolo se gli account di autenticazione usano password deboli o presenti in un dizionario. S3.3 Riferimenti CVE
Servizi remoti
Kernel/Librerie
Management Console/Tool
Altro S3.4 Come stabilire se si è vulnerabiliLe installazioni di default (sia che siano effettuate da un produttore o da un amministratore) di sistemi operativi o di applicazioni di rete possono introdurre una vasta gamma di servizi non necessari e non utilizzati. In molti casi l'indefinibilità a priori su cosa avrà davvero bisogno un sistema operativo o una applicazione porta molti produttori e amministratori a installare tutto il software a disposizione nel caso diventi utile in futuro. Questa pratica semplifica significativamente il processo di installazione ma introduce anche una vasta gamma di servizi non necessari e account con password di default, deboli o altrimenti conosciute. L'uso di un vulnerability scanner aggiornato o di un port mapper può essere molto efficace per la scoperta di qualche vulnerabilità potenziale ereditata dalle istallazioni di default o da servizi e applicazioni non necessarie e/o obsolete. Anche un password cracker può essere utile per evitare l'utilizzo di password deboli o di facile individuazione. Nota: Non utilizzate mai un password cracker o un vulnerability scanner, neanche sui sistemi per i quali avete un accesso root, senza autorizzazione esplicita e preferibilmente scritta da parte del vostro datore di lavoro. È già accaduto che amministratori di sistema con le migliori intenzioni siano stati licenziati per aver utilizzato strumenti per la determinazione delle password senza autorizzazione. S3.5 Come proteggersi da queste vulnerabilitàDisabilitando i servizi non necessari
Utilizzando configurazioni sicure
Migliorando i log per la difesa e il monitoraggio perimetrale
Bloccando gli attacchi brute force
Evitando interazioni tra i servizi e configurazioni non corrette
S3.6 ApprofondimentiAttacchi Brute Force e relative contromisure
http://isc.sans.org/diary.php?storyid=1541 Risorse generali per la sicurezza di UNIX
http://www.cisecurity.org/ S4. Software di BackupS4.1 DescrizioneIl software di backup è un bene prezioso per qualsiasi organizzazione. Di solito questi software agiscono su un gran numero di sistemi di ciascuna azienda. Negli ultimi anni, con la crescita della quantità di dati gestiti, la tendenza è stata quella di consolidare la funzione di backup in pochi server, o anche in un unico server dedicato. Di conseguenza i singoli host che necessitano del servizio di backup comunicano con il server di backup attraverso la rete. Ciò può avvenire in modalità push quando il client invia i dati al server o in modalità pull quando è il server a connettersi a sua volta con ciascun client, o in una combinazione di queste due modalità. Nel corso del 2007 sono state scoperte diverse vulnerabilità critiche nei software di backup. Siccome i software di backup di solito operano con privilegi piuttosto alti per poter leggere tutti i file del sistema, queste vulnerabilità hanno portato a gravi problemi di sicurezza. Alcune di queste possono essere sfruttate per ottenere il controllo completo dei sistemi che ospitano i server di backup e/o i client di backup. Un aggressore può far leva su questi difetti del software per compromettere tutti i sistemi aziendali e per ottenere l'accesso a dati riservati presenti nei backup. Alcuni exploit sono stati pubblicati in rete e molte vulnerabilità sono state attaccate in maniera selvaggia. S4.2 Sistemi operativi e software di backup interessatiTutti i sistemi operativi su cui operano i software per server o client di backup sono potenzialmente vulnerabili agli exploit. I sistemi operativi interessati sono principalmente sistemi Windows e UNIX, in quanto questi sistemi formano la maggioranza dei client e dei server aziendali. I seguenti pacchetti software di backup molto diffusi sono affetti da vulnerabilità critiche
S4.3 Nota speciale sulla sicurezza dei backupI backup spesso contengono tutti o perlomeno una larga parte dei dati di un sistema. Di solito i dati di backup vengono conservati in un luogo centralizzato e spesso non crittati. La sicurezza fisica dei supporti di backup è argomento di estrema importanza, in quanto il furto o l'analisi di un supporto di backup può fornire gli strumenti per l'accesso completo a dati critici senza ulteriori sforzi. Quando possibile, i dati dei backup dovrebbero essere cifrati con crittografia forte e i metodi di decifrazione dovrebbero essere a conoscenza solo di poche persone fidate. S4.4 Riferimenti CVECVE-2007-5332, CVE-2007-5330, CVE-2007-5328, CVE-2007-5327, CVE-2007-5325, CVE-2007-5006, CVE-2007-5004, CVE-2007-5003, CVE-2007-3825, CVE-2007-3216, CVE-2007-2864, CVE-2007-2863, CVE-2007-2139, CVE-2007-1447, CVE-2007-5126, CVE-2007-3509, CVE-2007-2279, CVE-2007-3618 S4.5 Come stabilire se si è vulnerabili
S4.6 Come proteggersi da queste vulnerabilità
S5. Software anti-virusS5.1 DescrizioneIl software anti-virus è visto oggi come uno strumento basilare necessario nel corredo per la protezione dei sistemi. I software anti-virus sono oggi installati su quasi tutti i desktop, server e gateway per la lotta contro le infezioni dei virus. Durante il 2007 gli aggressori hanno spostato la loro attenzione verso i metodi per colpire proprio i prodotti per la sicurezza utilizzati da un grande numero di utenti finali. Tra questi vi sono software anti-virus e personal firewall. La scoperta di vulnerabilità nei software anti-virus non è limitata alle piattaforme desktop e server: sono colpite anche le soluzioni a livello di gateway, e colpire un gateway può provocare un impatto maggiore, in quanto il gateway è il livello più esterno di protezione e spesso l'unico livello di protezione contro determinati pericoli in molte piccole organizzazioni. Diverse vulnerabilità che consento l'esecuzione di codice remoto sono state scoperte nei software anti-virus fornito da vari produttori quali Symantec, F-Secure, Trend Micro, McAfee, Computer Associates, ClamAV e Sophos. Queste vulnerabilità in questi sistemi possono spesso essere sfruttate per ottenere il controllo completo del sistema dell'utente con interazioni dell'utente minime o nulle. Si è scoperto che i software anti-virus sono vulnerabili anche ad attacchi "evasion". Creando con tecniche particolari un file dannoso (ad esempio un file HTML con un header eseguibile) può essere possibile evitare la scansione da parte dell'anti-virus. Questi attacchi elusivi possono essere sfruttati per creare un canale attraverso il quale propagare codice dannoso o per bypassare i sistemi che altrimenti limiterebbero la propagazione del malware. S5.2 Sistemi operativi interessatiQualsiasi sistema che abbia installata una applicazione anti-virus o un motore di scansione diretto a rilevare codice dannoso potrebbe essere colpito. L'elenco comprende quindi soluzioni installate su desktop, server e gateway. Qualsiasi piattaforma potrebbero essere colpita, incluse Microsoft Windows e tutti i sistemi Unix. S5.3 Riferimenti CVE
Avast!
AVIRA
BitDefender
ClamAV
Computer Associates
HAURI
F-Secure
Kaspersky
Mcafee
Panda
Sophos
Symantec
Trend Micro S5.4 Come stabilire se si è vulnerabiliSe si utilizza una qualsiasi versione di un qualunque software anti-virus che non sia aggiornata alla versione più recente, software, vi sono probabilità di essere colpiti. S5.5 Come proteggersi dalle vulnerabilità dei software anti-virus
S5.6 ApprofondimentiEcco una lista di fornitori di anti-virus per controllare aggiornamenti, patch e avvisi di sicurezza. Avvisi di sicurezza per anti-virus
Problemi di anti-virus evasion
Altre risorse per anti-virus
S6. Management ServerS6.1 DescrizioneApplicazioni server come i sistemi antivirus e antispam, di directory server e i sistemi di gestione e monitoraggio rappresentano una particolare sfida per la sicurezza; oltre a compromettere i sistemi che li ospitano, forniscono l'opportunità di attaccare altri sistemi. S6.2 Applicazioni interessateLe applicazioni interessate al problema possono essere suddivise in diverse categorie:
Queste applicazioni operano su diversi sistemi operativi, da Microsoft Windows a Solaris, HP-UX, Novell Netware e altri. S6.3 Riferimenti CVECVE-2006-5478, CVE-2006-4509, CVE-2006-4510, CVE-2006-4177, CVE-2006-2496, CVE-2006-0992, CVE-2005-3653, CVE-2005-1928, CVE-2005-1929 S6.4 Come stabilire se si è a rischio
S6.5 Come proteggersi da queste vulnerabilità
S6.6 Approfondimenti
Vulnerabilità di ServerProtect Trend Micro
Home Page di Trend Micro
Buffer Overflow in iTechnology iGateway CA
Home Page CA
Buffer Overflows remoto in Novell eDirectory iMonitor
Home Page Novell
SQL Injection in Sygate Management Server Symantec
Home Page Symantec
Esecuzione di comandi da remoto in OpenView HP
Esecuzione di codice da remoto in OpenView Storage Data Protector HP
Home Page di OpenView HP
Remote Command Injection in Spam Firewall Barracuda
Home Page Barracuda S7. Software per databaseS7.1 DescrizioneI database danno la possibilità di immagazzinare, cercare e manipolare grandi quantità di dati. Rappresentano degli elementi chiave in molti sistemi, anche se la loro presenza non è sempre direttamente visibile agli utenti. Si trovano praticamente in qualsiasi tipo di business, in applicazioni finanziarie, bancarie, di relazione con il cliente e nei sistemi di monitoraggio. Siccome nei database sono spesso conservate informazioni molto importanti come dati personali o finanziari, questi sono spesso obiettivo di attacchi e sono particolarmente ambiti dai ladri di identità. I sistemi database sono spesso molto complessi e combinano l'applicazione principale con una serie di altre applicazioni, alcune fornite dagli stessi produttori del database, altre spesso scritte in casa (come le applicazioni web). Un difetto in uno di questi componenti può mettere in pericolo i dati contenuti. Non è sufficiente proteggere il solo database: bisogna mettere in sicurezza anche tutte le applicazioni associate. Le vulnerabilità più comuni nei sistemi database possono essere classificate come:
Esistono molti sistemi database diversi. Tra i più diffusi vi sono Microsoft SQL Server (proprietario, gira su Windows), Oracle (proprietario, gira su diverse piattaforme), IBM DB2 e IBM Informix (entrambi sistemi proprietari che possono girare su diverse piattaforme), Sybase (proprietario, gira su diverse piattaforme), MySQL e PostgreSQL (entrambi open source e utilizzabili su molte piattaforme). A tutti i moderni database si può accedere da rete, il che significa che chiunque abbia accesso in rete e strumenti per la generazione di query di semplice reperimento può provare a connettersi direttamente al database. Le connessioni di default più comunemente utilizzate sono: Microsoft SQL attraverso la porta TCP 1433 e la porta UDP 1434, Oracle attraverso la porta TCP 1521, IBM DB2 attraverso la porta 523 e quelle dalla 50000 in su, IBM Informix attraverso le porte 9088 e 9099, Sybase attraverso la porta TCP 4100 o la 2025, MySQL attraverso la porta TCP 3306 e PostgreSQL attraverso la porta TCP 5432. A causa delle connessioni di rete che forniscono, i database possono inoltre essere colpiti da worm; vi sono stati esempi di worm che hanno colpito Microsoft SQL e Oracle. Oltre a correggere le specifiche vulnerabilità menzionate in questo capitolo, I tecnici che hanno a che fare con la sicurezza dei database devono esaminare:
S7.2 Sistemi operativi interessatiLa maggior parte dei sistemi database, sia commerciali che open source, operano su diverse piattaforme. I problemi riguardano indistintamente tutte le piattaforme supportate. S7.3 Riferimenti CVEQuelli che seguono sono i riferimenti alle voci che hanno avuto un punteggio CVSS maggiore o uguale a sette dal settembre 2006 in poi. Le vulnerabilità inserite precedentemente possono essere rilevate consultando le edizioni precedenti delle TOP20 SANS. Spesso i problemi non riguardano bachi specifici dei database, ma vulnerabilità nelle applicazioni accessorie, come, ad esempio, le SQL injection nelle interfacce web; questi casi non sono inseriti nel seguente elenco.
IBM DB2
IBM Informix
Microsoft SQL Server
MySQL
Oracle Nota: Oracle pubblica trimestralmente una Critical Patch Update (CPU) che corregge i problemi riscontrati nelle applicazioni database e in quelle correlate. Questa lista contiene vulnerabilità dei programmi fondamentali del database Oracle per le quali esistono informazioni specifiche. Esistono però molte altre vulnerabilità per le quali non vi sono informazioni pubbliche se non l'invito ad applicare la relativa CPU.
PostgreSQL Nota: vi sono altri problemi registrati nelle liste di vulnerabilità come conseguenza di un white paper sulla sicurezza di PostgreSQL, ma gli sviluppatori sostengono che questi non rappresentano dei problemi di sicurezza.
Sybase S7.4 Come stabilire se si è vulnerabiliNon basta controllare una semplice lista, mantenuta manualmente, delle applicazioni istallate. Siccome i database sono spesso distribuiti quali componenti di altre applicazioni, capita spesso di installare un database senza rendersene conto. I database possono di conseguenza rimanere privi di patch e aggiornamenti o con le vulnerabilissime configurazioni predefinite. Eseguite una scansione delle vulnerabilità sui sistemi per stabilire quali software database sono attivi, accessibili e vulnerabili. Oltre ai vulnerability scanner "generalisti", esistono strumenti specifici, sia commerciali che di pubblico dominio; se cercate su un motore di ricerca web "database security scanners" troverete diversi strumenti utilizzabili. Questi variano dai semplici servizi di scansione della rete a sistemi che analizzano le password e le configurazioni predefinite, a sistemi che analizzano punto per punto la configurazione dei specifici software database. S7.5 Come proteggersi dalla vulnerabilità dei database
S7.6 ApprofondimentiRisorse generali e per vari database
IBM DB2IBM Informix
Sicurezza di Microsoft SQLMySQLOracleGuide per rendere sicuro PostgreSQLSybase |
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